L’utilizzo del Lino

Tale pianta è coltivata sia per l’olio estratto dai semi,  sia per le sue fibre adoperate in campo tessile.

lino

l’olio di lino  viene in genere estratto sotto pressione ad una temperatura di 60°C . Esso è principalmente utilizzato come componente nelle emulsioni, nella realizzazione di vernici, stucchi, lacche e linoleum; la massa residua dei semi rappresenta un buon alimento per il bestiame. I semi e l’olio sono inoltra adoperato in campo terapeutico, giacchè hanno proprietà rinfrescanti ed emollienti. Essi si usano anche per combattere le affezioni delle vie urinarie e, sotto forma di cataplasma, si impiegano nelle costipazioni pettorali, contro raffreddori e tossi.

L’azione rinfrescante ed ammorbidente del lino lo rende utile per bagni tonificanti e per ammorbidire le pelli screpolate ed arrossate. Un tempo i semi di lino erano utilizzati anche per combattere l’afta epizootica che colpiva i bovini.

Nel corso della storia, il lino è stato utilizzato principalmente in campo tessile. Le fibre di qualità migliore sono ottenute da piante raccolte in fiore è possibile sfruttare gli esemplari anche all’epoca della maturazione dei semi, così da ottenere sia le fibre che l’olio. Per ottenere le fibre, le piante di lino vengono sradicate a mano o a macchina, lasciate essiccare in fasci, sottoposte a battitura delle cime per recuperare i semi e in seguito messe a macerare in acqua stagnante o a corrente lenta. Gli steli macerati sono successivamente essiccati e sottoposti alle operazioni di stigliatura, scotolatura e maciullatura , che hanno lo scopo di separare la fibra della parte legnosa.

 

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