La Vite e la sua Origini Immemorabili

La vite è un arbusto rampicante con foglie profondamente divise in 3 o 5 lobi irregolarmente dentati ai margini.

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I fiori sono di dimensione ridotte e presentano petali verdastri; essi sono riuniti in infiorescenze dense e odorose. Il frutto è una bacca di forma ellissoidale o sferica.

Questa pianta di cui esistono numerose varietà coltivate è attualmente diffusa in coltura in tutto il mondo e in special modo nei paesi del bacino del Mediterraneo per lo sfruttamento dei suoi frutti, usati sia per la produzione di vino che per il consumo diretto. E’ inoltre da sottolineare che le utilizzazioni dietetiche e terapeutiche di tali pianta sono assai numerosi; la moderna fitoterapia usa estratti ottenuti dalla buccia del frutto e dai semi per prevenire e curare patologie cardio vascolari, nonchè per prevenire malattie infiammatorie.

L’uva secca, molto ricca di zuccheri costituisce un alimento assai energico, facilmente digeribile e avente virtù depurative, disinfettanti e antianemiche.

Attualmente tutti gli studiosi concordano nel ritenere che la vite sia una pianta domestica originatasi in tempi immemorabili, in seguito a processi di mutazione e/o di ibridazione, da forme selvatiche. Queste ultime differiscono dalla vita coltivata in numerosi caratteri riguardanti principalmente i frutti ma anche le foglie e i fiori. Infatti, le forme selvatiche formano acini di dimensioni minori e con polpa generalmente di sapore meno gradevole.

Ogni popolo che nel corso della storia ha conosciuto la vite, ne ha subito apprezzato i prodotti in maniera assai rilevante. L’importanza che tale pianta ha assunto presso le varie civiltà è testimoniata dai numerosi significati simbolici che le sono stati attribuiti. Addirittura, la vite e il vino sono stati sovente identificati con divinità: il dio greco Dionisio, poi denominato Bacco dai Romani, costituisce un bene noto esempio in tal senso.

L’importanza della vite e del vino è testimoniata anche da numerose citazioni presenti in molti scritti antichissimi. Tracce della vite si ritrovano nel Vecchio e nel Nuovo Testamento, nell’Iliade, nell’Odissea e in numerose altre opere. Nel Vecchio Testamento si racconta come Noè, appena uscito dall’Arca, piantò una vigna che gli avrebbe dato un buon vino, inebriandosi successivamente con quest’ultimo. In un altro episodio si narra che, durante la marcia nel deserto verso la Terra Promessa, Mosè invio alcuni esploratori verso il paese di Canaan; questi vi tagliarono un tralcio con un grappolo d’uva e lo trasportarono indietro, a prova simbolo della Terra Promessa. Nel Nuovo Testamento, durante l’ultima cena, è lo stesso Cristo ad identificare il suo sangue con il vino.

La vite ha anche offerto frequenti motivi ornamentali alla pittura, alla scultura, all’arte del mosaico ed è spesso ricordata da poeti greci e latini. Al di là dell’enorme importanza di questa pianta presso le civiltà più disparate, è da sottolineare che essa fù utilizzata anche nei giardini. Esempi in tal senso sono costituiti dai giardini romani e da quelli realizzati durante gli ultimi secoli del Medioevo, ove piante di vite sistemate su pergolati creavano aree d’ombra, in cui era abbastanza piacevole per il padrone del giardino e per i suoi ospiti durante le ore più calde del giorno.

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