La Storia della Coltivazione della Rosa

La storia delle coltivazioni delle rose affonda le radici in epoche molto antiche, giacchè la loro messa in coltura è addirittura antecedente ad ogni documentazione scritta.

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Nel corso della storia, la coltivazione, la selezione e l’ibridazione di varie specie di rosa, sopratutto europee e asiatiche, hanno dato origine a numerosissime varietà coltivate, molte delle quali ormai scomparse: ancora attualmente, nuove cultivar sono create ogni anno in grandi quantità. Queste forme domesticate differiscono da quelle selvatiche sostanzialmente per l’aspetto e le dimensioni dei fiori che presentano generalmente un elevato numero di petali e sono più grandi e vistosi rispetto a quelli delle specie selvatiche.

Come per gran parte delle piante domesticate, anche le cultivar di rosa si procede alla moltiplicazione vegetativa per perpetuare alcuni caratteri di notevole pregio ornamentale. I metodi maggiormente utilizzati sono la moltiplicazione per talea, per margotta e per innesto: in quest’ultimo caso, si preferisce utilizzare come portainnesto una specie selvatica, sicuramente più resistente rispetto a una domestica.

Non è dato per certo quando è iniziata la domesticazione delle rose. I primi reperti fossili, rinvenuti in varie zone del monde, si riferiscono a foglie appartenenti ad una specie selvatica e rappresentano la testimonianza dell’esistenza di tali piante già durante l’Oligocene, ossia più di 30 milioni di anni fà.

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