La Manioca, una delle principali risorse dei paesi tropicali

La manioca è una pianta arbustiva alta fino a 4m, fornita di foglie somiglianti a quelle del ricino e di fiori piccoli e giallastri. Essa è sicuramente originaria dell’America tropicale; ad ogni modo, la zona di origine di tale pianta non è stata individuata con precisione.

A partire dal XVI secolo, tale pianta fu introdotta in Africa e Asia da mercanti portoghesi e attualmente è coltivata in gran parte dei paesi compresi nella fascia che va dai 30° di lat. S.

La manioca forma , a partire dal colletto, un fascio di tuberi solitamente lunghi 30- 50 cm, disposti a raggiera e di forma più o meno cilindrica; tali tuberi sono caratterizzati da un’elevata percentuale di acqua e di amido, nonchè da tracce di sostanze azotate, e oltre a costituire un’importantissima fonte di nutrimento, sono adoperati anche per la moltiplicazione vegetativa della specie allo stesso modo delle patate. Di rado, tale piante è riprodotta per seme o moltiplicata per talea.

manioca 2

In coltivazione, la manioca predilige i substrati leggeri, sciolti e teme l’eccessiva umidità e i forti venti; essa è coltivata in special modo in America meridionale, Africa e India, assumendo notevole importanza sopratutto nelle zone aride, ove non è possibile coltivare con successo il grano e altri cereali.

Nonostante rappresenti la principale risorse alimentare dei paesi tropicali, la manioca è tossica a causa della presenza di glicosidi cianogenetici che per idrolisi si scindono in acetone, glucosio e acido cianidrico. E’ da notare che per detossificare la manioca alcuni popoli indigeni dell’Amazzonia impiegano un particolare strumento realizzato in fibre intrecciate, detto tipitì, in cui la pasta di manioca drasticamente compressa, con conseguente eliminazione del succo contente il composto tossico.

La farina che si ottiene in seguito alla macinazione dei tuberi di manioca, preventivamente sottoposti ai trattamenti su menzionanti, può essere adoperata in vari modi. In India, essa è addirittura adoperata per preparare spaghetti e in Brasile è mescolata alla farina di grano per la fabbricazione del pane. In alcuni paesi africani, la polpa essiccata e grattugiata viene consumata come gari, ossia come condimento di piatti di carne e verdure.

Dalla manioca si può ricavare anche una farina granulare, detta tapioca. Quest’ultima si ottiene in seguito alla filtrazione della pasta utilizzata per ricavare dai tuberi la farina normale: il prodotto ottenuto dalla setacciatura viene fatto essiccare e assume così l’aspetto tipico della tapioca commerciale. I maggiori paesi produttori di tapioca sono il Brasile e l’India.

Infine è da ricordare che l’amido di manioca è anche utilizzato industrialmente per la produzione di alcool etilico, acet

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